- Il Prezzo della Riparazione
- I Nuovi Alleati
- Venser, l'Artefice di Urborg
- Radha, la Guerriera di Keld
- La Campagna dei Sacrifici
- Karn: Il Viaggio nel Passato
- Teferi: L'Esempio attraverso il Sacrificio
- Freyalise: La Custode di Skyshroud
- Lord Windgrace: Il Protettore di Urborg
- Il Duello dei Draghi
- La Perdita di Zhalfir
- Il Sacrificio Finale di Jeska
- Il Mending: La Fine degli Dei
- L'Indebolimento degli Oldwalker
- Una Nuova Generazione
- Bilancio: Ciò Che Fu Guadagnato e Perduto
- Ciò Che Fu Perduto
- Ciò Che Fu Guadagnato
- Le Ombre del Futuro
- Fonti e Riferimenti
Il cielo sopra Dominaria sanguinava. Là dove un tempo brillavano stelle, fenditure spalancate laceravano la realtà stessa — ferite luminose che pulsavano di un'energia impossibile, succhiando il mana del mondo come sanguisughe cosmiche. Erano trascorsi diversi secoli dall'Apocalisse, dalla vittoria su Yawgmoth, eppure Dominaria non era guarita. Al contrario, il piano stava morendo.
Benvenuti all'episodio 7 della nostra esplorazione del lore di Magic: The Gathering. Raggiungiamo il culmine dell'Era dei Rift: la Spirale Temporale. Nell'episodio precedente, abbiamo scoperto gli otto rift che laceravano Dominaria e come Teferi si rendesse conto della portata del disastro che aveva contribuito a creare. Oggi, seguiamo la disperata ricerca per richiudere queste ferite cosmiche — una ricerca che richiederà i sacrifici più terribili che il Multiverso abbia mai conosciuto.

Il Prezzo della Riparazione
Teferi e Jhoira avevano passato mesi a studiare i rift, ad analizzarne la struttura, a cercare un modo per richiuderli. Le loro ricerche li portarono a una conclusione terrificante: ogni rift maggiore poteva essere sigillato solo dal sacrificio di una scintilla di planeswalker.
La scintilla — quell'essenza quasi-divina che permetteva ai planeswalker di attraversare le Eternità Cieche e di viaggiare tra i piani — era l'unica energia abbastanza potente da cauterizzare queste ferite cosmiche. Bisognava convincere gli ultimi Oldwalker a rinunciare alla loro immortalità, al loro potere quasi-divino, per salvare un mondo che avevano conosciuto da millenni.
Il processo stesso era di una violenza inaudita. La scintilla doveva essere strappata dall'anima del planeswalker — non offerta volontariamente come un dono, ma estirpata, incanalata a forza nel rift. Il planeswalker sentiva ogni fibra del suo essere immortale lacerarsi, millenni di potere accumulato evaporando in un istante. Coloro che sopravvivevano alla procedura si ritrovavano diminuiti, mortali, vulnerabili — echi di ciò che erano stati.
Il compito sembrava impossibile. Gli Oldwalker erano esseri orgogliosi, abituati al loro potere illimitato. Perché avrebbero dovuto sacrificare tutto ciò che erano per un piano che rappresentava soltanto una goccia d'acqua nell'oceano infinito del Multiverso?
A sinistra, Delay rappresenta la sospensione del tempo, gli incantesimi che restano bloccati tra i secondi prima di manifestarsi. Al centro, l'Rift Elemental mostra le creature nate dalle anomalie temporali, che si nutrono dell'energia degli oggetti in fase. A destra, il Rift Bolt illustra le energie caotiche che fuoriuscivano da queste ferite cosmiche.
I Nuovi Alleati
Venser, l'Artefice di Urborg
Nelle paludi putride di Urborg — là dove i resti di Phyrexia ancora marcivano — Teferi e Jhoira scoprirono un giovane uomo straordinario. Venser viveva solo in un laboratorio fatiscente, recuperando componenti phyrexian per costruire le sue invenzioni. Suo padre, un recuperatore, era scomparso nelle paludi anni prima, lasciandolo orfano.
Venser nutriva un odio profondo per Urborg e sognava di fuggire da quell'incubo di fango e morte. Per riuscirci, aveva costruito l'Ambulator — un dispositivo di teletrasporto alimentato da due Pietre del Potere identiche che aveva scoperto tra le rovine. Ma i suoi esperimenti avevano avuto poco successo.
Ciò che Venser ignorava era che possedeva un dono naturale: poteva teletrasportarsi istintivamente, senza magia convenzionale. Teferi riconobbe immediatamente cosa significasse — una scintilla di planeswalker latente, pronta a risvegliarsi.
L'arrivo di Teferi scatenò una reazione a catena. Durante una perturbazione causata dal rift sopra Urborg, Venser fu risucchiato in un'anomalia temporale insieme ai suoi nuovi compagni. Con l'aiuto magico di Teferi e Jhoira, riuscì nel suo primo planeswalk — la sua scintilla finalmente risvegliata.
Per Venser, fu una rivelazione. Per tutta la vita aveva creduto che le sue capacità derivassero dalle sue macchine, dal suo genio di artefice. Ma il suo potere era dentro di lui fin dall'inizio — una fiamma pronta ad accendersi. L'Ambulator era solo un catalizzatore, uno strumento per incanalare ciò che già possedeva. Questa presa di coscienza trasformò il giovane timido e solitario in un alleato determinato della causa di Teferi.

Radha, la Guerriera di Keld
Un altro alleato cruciale si unì alla loro causa: Radha, una guerriera dal sangue misto. Nipote del signore della guerra keldon Astor, possedeva la pelle cinerea e i muscoli imponenti della sua eredità keldon, ma anche le orecchie a punta e i marchi blu degli elfi di Skyshroud.
Teferi identificò Radha come "la prima scoperta di una nuova razza di potenziali planeswalker". Condivideva una strana connessione con il rift sopra Skyshroud — una risonanza che suggeriva un potenziale di scintilla dormiente. Questa connessione la rendeva preziosa per incanalare il mana necessario alla chiusura dei rift... ma anche terribilmente vulnerabile.
A sinistra, Jhoira, Ageless Innovator — una delle prime studentesse dell'Accademia di Tolaria, resa immortale dall'acqua infusa di anomalie temporali. Al centro, Jhoira's Familiar, un automa volante che aveva costruito per assisterla attraverso i secoli. A destra, Jhoira's Timebug, un artefatto che usava per manipolare i flussi temporali.
La Campagna dei Sacrifici
Equipaggiati con nuove conoscenze e nuovi alleati, Teferi e i suoi compagni iniziarono la loro campagna per chiudere i rift. Uno per uno, gli ultimi grandi planeswalker dell'antica era furono posti di fronte a una scelta impossibile.
Karn: Il Viaggio nel Passato
Il primo rift a essere chiuso fu quello di Tolaria — l'isola dove Urza aveva condotto i suoi catastrofici esperimenti temporali, dove Barrin aveva lanciato un incantesimo di obliterazione che aveva amplificato i danni oltre ogni riparazione.
Karn, il golem d'argento divenuto planeswalker, era l'unico capace di compiere questa missione. Usò i suoi poteri per viaggiare nel tempo stesso, ritornando all'epoca dell'Invasione — prima che Barrin distruggesse Tolaria. Là, donò la sua scintilla per sigillare il rift alla sua sorgente.
Il sacrificio funzionò, ma il prezzo fu terribile. Privato della sua scintilla, Karn divenne vulnerabile a qualcosa che portava dentro di sé fin dalla sua creazione: l'olio luminescente di Phyrexia, ereditato dalla pietra-cuore di Xantcha. Senza la scintilla a contenerlo, la corruzione iniziò a prendere il controllo della sua mente.
Karn fuggì verso Mirrodin, il suo piano artificiale, lasciando un messaggio sinistro: "Non seguitemi." Ma fuggendo, lasciò tracce di olio luminescente su ogni piano che attraversava — seminando i semi di una futura catastrofe phyrexian.
Questo sacrificio stabilì un precedente cruciale. Karn dimostrò che i rift potevano effettivamente essere chiusi — ma anche che il prezzo da pagare era spaventoso. Per gli altri Oldwalker, il messaggio era chiaro: la fine della loro esistenza divina era forse l'unico modo per salvare il Multiverso.
La corruzione di Karn da parte dell'olio luminescente rivelò anche una verità inquietante: persino i planeswalker più potenti portavano dentro di sé i semi della propria distruzione. Il golem d'argento era stato creato da Urza con la pietra-cuore di Xantcha — una Phyrexian convertita — e quell'origine infetta lo stava ora raggiungendo. Le azioni del passato, anche le più eroiche, avevano conseguenze impreviste. Questa lezione, i planeswalker della nuova era l'avrebbero imparata a loro spese.
Teferi: L'Esempio attraverso il Sacrificio
Dopo la partenza di Karn, fu Teferi a dare l'esempio. Il rift sopra Shiv era uno dei due che lui stesso aveva creato facendo fasare il continente dei draghi fuori dalla realtà. Non poteva chiedere agli altri di pagare per i propri errori.
A Shiv, Teferi donò la sua scintilla.
Il processo fu devastante. In un istante, il potere che lo aveva definito per millenni svanì. La capacità di viaggiare tra i piani, l'immortalità, la padronanza del tempo stesso — tutto scomparve. Teferi divenne mortale. Un semplice umano, vulnerabile come chiunque altro.
Jhoira, che lo aveva conosciuto per secoli come il cronomante più potente del Multiverso, lo vide crollare dopo il rituale. Le rughe apparvero sul suo volto. La stanchezza — una sensazione che aveva dimenticato da tempo — si abbatté su di lui. Per la prima volta nella sua lunga esistenza, Teferi sentì il peso degli anni che aveva accumulato. Era ancora un mago potente, ma la sua intima connessione con il tempo si era spezzata. Non poteva più sospendere i secondi, piegare i minuti, far retrocedere le ore. Era prigioniero del tempo, come tutti i mortali.
Ma il suo sacrificio diede i suoi frutti. Il rift di Shiv si richiuse, e il continente dei draghi poté finalmente tornare nella realtà, riprendendo il suo posto su Dominaria dopo secoli di assenza.

A sinistra, Teferi's Protection, un potente incantesimo che rappresenta la sua capacità di isolare le cose dalla realtà — la stessa magia che aveva fatto fasare Zhalfir e Shiv. Al centro, Reality Strobe mostra gli effetti caotici delle manipolazioni temporali sul tessuto della realtà. A destra, Vanishing evoca la progressiva scomparsa di tutto ciò che faceva di Teferi un dio tra i mortali.
Freyalise: La Custode di Skyshroud
Freyalise era la planeswalker elfica che aveva posto fine all'Era Glaciale lanciando l'Incantesimo del Mondo. Da allora, proteggeva ferocemente la foresta di Skyshroud — che aveva trasportato da Rath a Dominaria durante l'Invasione Phyrexian.
Ma Freyalise era diventata xenofoba con l'età, rifiutandosi di ascoltare gli avvertimenti di Teferi sui rift. Preferiva proteggere la sua foresta a modo suo, usando persino sliver come esercito militare. La sua resistenza fu spezzata da un'invasione inaspettata.
Dei Phyrexian di una realtà alternativa — un mondo in cui l'Era Glaciale non era mai finita — emersero dal rift di Skyshroud. Il Re Tessitore, un'entità psichica malevola, le sottrasse il controllo degli sliver. Esausta, messa alle strette, Freyalise ebbe finalmente un momento di lucidità: comprese infine il sacrificio di Teferi.
In un ultimo atto eroico, Freyalise richiamò tutta la magia protettiva che aveva mantenuto su Skyshroud dalla Sovrapposizione di Rath. Incanalò una massiccia esplosione di mana verde e rosso nel rift, sigillandolo per sempre. Il prezzo fu terribile: Freyalise morì, e l'intera foresta di Skyshroud perì con lei. Un solo albero sopravvisse — l'ultimo vestigio di tutto ciò che aveva protetto.

Lord Windgrace: Il Protettore di Urborg
Lord Windgrace era una pantera umanoide di nobiltà incomparabile — un planeswalker ancora più antico di Urza. Ricordava Urborg come una foresta verdeggiante, prima che l'esplosione del Sylex sommergesse la regione e la trasformasse in palude maledetta. Quella catastrofe gli aveva infuso un odio profondo per tutto ciò che riguardava l'artificio.
Il "re pantera di Urborg" era stato uno dei Nove Titani durante l'Invasione. Quando Urza era sprofondato nella follia e aveva ucciso Taysir, era stato Windgrace a recuperare il cuore del planeswalker caduto per metterlo accanto al proprio — un atto simbolico della sua nobiltà.
Il rift sopra Urborg era uno dei più pericolosi, minacciando di liberare Phyrexian di una realtà alternativa e di risvegliare le corruzioni ancora sepolte nel suolo. Windgrace non esitò. Con una dignità che imponeva rispetto, donò la sua vita al rift.
Ma prima di scomparire, Windgrace lanciò un ultimo incantesimo: fuse la sua mente con Urborg stessa, divenendo un guardiano eterno di quella terra che aveva protetto così a lungo.
A sinistra, Lord Windgrace in tutta la sua maestà, il re pantera di Urborg. Al centro, Urborg, Tomb of Yawgmoth — la palude dove i resti di Phyrexia continuavano a corrompere la terra. A destra, Windgrace's Judgment, che rappresenta il potere distruttivo che era in grado di scatenare contro i nemici del suo dominio.
Il Duello dei Draghi
Non tutti gli Oldwalker erano disposti a sacrificarsi. Nicol Bolas, il più antico e potente dei draghi planeswalker, rifiutò categoricamente di contribuire alla chiusura dei rift.
Il drago vide in questa crisi un'opportunità. Il planeswalker Leshrac, il Camminatore della Notte, usava la Maschera della Sfera della Notte per controllare Jeska e chiudere i rift con la forza. Leshrac sperava di sconfiggere Bolas e rubargli il potere per diventare l'essere più potente del Multiverso.
Lo sfidò formalmente a duello su Madara — là dove il rift più antico di tutti si spalancava, creato quindicimila anni prima durante un combattimento tra Bolas e un leviatano demoniaco.
Il combattimento fu epico. Leshrac riuscì persino a paralizzare Bolas tra le Porte Artigliate e a neutralizzare temporaneamente i suoi poteri di planeswalk. Per un momento, la vittoria sembrava possibile.
Ma Bolas aveva un asso nella manica: aveva già sconfitto la Myojin della Sfera della Notte e possedeva la sua maschera originale — superiore a quella di Leshrac. Il drago infilzò il suo avversario con i resti scheletrici della sua coda, poi usò la maschera per catturarne l'essenza.
Ed ecco come Bolas chiuse il rift di Madara — non con la propria scintilla, ma con la forza vitale di Leshrac. Eliminò un rivale risolvendo allo stesso tempo il problema, senza sacrificare nulla di sé.

"Perché dovrei salvare un mondo che posso dominare?" — Nicol Bolas
La Perdita di Zhalfir
Il rift di Zhalfir fu chiuso con la forza da Jeska, sotto l'influenza mentale di Leshrac. Usò Radha come condotto per incanalare il mana necessario. Il processo funzionò — il rift si richiuse.
Ma a differenza di Shiv, che aveva potuto riprendere il suo posto nella realtà, Zhalfir non poté tornare. La patria di Teferi — la terra dove era nato, dove vivevano tutti coloro che aveva voluto proteggere — rimase fasata fuori dall'esistenza.
E Teferi, ormai mortale, non aveva più il potere di riportarla indietro. Il Distruttore di Zhalfir portava ora questo titolo con un'amarezza assoluta.
Per Radha, il prezzo fu altrettanto terribile. Il fatto di incanalare così tanto mana attraverso i rift aveva spento definitivamente la sua scintilla potenziale. Non avrebbe mai potuto elevarsi come planeswalker. Ma l'esperienza l'aveva trasformata — il suo temperamento impetuoso e crudele si era addolcito, divenendo più razionale e attento.
A sinistra, Jeska, Thrice Reborn — colei che era stata Phage, poi Karona, poi planeswalker (come abbiamo visto nell'episodio precedente). Al centro, Radha, Heir to Keld, la guerriera mezza-elfa la cui scintilla potenziale fu sacrificata per chiudere i rift. A destra, Jeska's Will, che mostra la pura potenza che era in grado di incanalare.
Il Sacrificio Finale di Jeska
Restava un ultimo rift: quello di Otaria. Il più diffuso, il più difficile da chiudere — perché era stato creato dalla distruzione di Karona, e Karona era stata l'incarnazione stessa del mana.
Jeska aveva vissuto diverse vite. Era stata guerriera, mostro, dea, e ora planeswalker. Aveva causato immense distruzioni come Phage e Karona. Forse era tempo di riparare. Forse era tempo di trovare la redenzione.
In un atto di assoluto coraggio, Jeska non si limitò a donare la sua scintilla al rift di Otaria. Riversò tutta la sua essenza di planeswalker sul rift — e oltre, su tutti i rift e fessure del Multiverso.
La sua scintilla. La sua memoria. La sua anima. Tutto ciò che era, tutto ciò che era stata, si riversò nelle ferite cosmiche.
E qualcosa di straordinario accadde.
Il sacrificio di Jeska scatenò una reazione a catena attraverso tutto il Multiverso. I rift rimanenti si richiusero di colpo. Il mana smise di fuoriuscire. Dominaria respirò di nuovo.
Nei suoi ultimi istanti, Jeska ebbe una visione: rivide suo fratello Kamahl, morto da tempo, che la accolse. Poi accettò l'oblio.
Questo fenomeno cosmico prese il nome di Mending — la Grande Riparazione.


Il Mending: La Fine degli Dei
Il Mending non fu semplicemente una guarigione. Fu una trasformazione fondamentale della natura stessa della magia e dei planeswalker. Le leggi del Multiverso furono riscritte.
L'Indebolimento degli Oldwalker
Prima del Mending, i planeswalker erano esseri quasi-divini. Immortali. Capaci di creare mondi. Di manipolare la realtà a loro piacimento. Urza aveva vissuto millenni. Nicol Bolas decine di millenni. Potevano cambiare forma, creare piani artificiali, viaggiare nel tempo. Erano dei.
Dopo il Mending, tutto cambiò. I planeswalker che conservarono la loro scintilla — come Nicol Bolas e Liliana Vess — si ritrovarono drammaticamente indeboliti. Bolas stesso ammise di aver "perso una porzione significativa dei suoi poteri". Restavano capaci di viaggiare tra i piani, ma la loro immortalità era svanita. I loro poteri avevano ora dei limiti. Potevano essere feriti. Uccisi. Erano diventati mortali.
Per comprendere la portata di questo cambiamento, bisogna misurare ciò che gli Oldwalker erano in grado di compiere. Urza aveva vissuto più di quattromila anni. Aveva creato armi capaci di distruggere interi piani. Poteva risalire il tempo, modificare la realtà, plasmare esseri viventi dal nulla. Nicol Bolas aveva dominato un impero che si estendeva su diversi mondi per millenni. Questi esseri erano dei, con tutto ciò che questo implicava — e all'improvviso, non lo erano più.
A sinistra, il Magus of the Moon, che rappresenta i maghi mortali che acquisirono importanza dopo l'indebolimento dei planeswalker. Al centro, un Aven Riftwatcher, uno degli esseri che vegliavano sulle cicatrici lasciate dai rift. A destra, Dust of Moments, che simboleggia la nuova caducità degli esseri un tempo eterni.
Una Nuova Generazione
Il Mending non pose fine ai planeswalker — li trasformò. Le nuove scintille che si risvegliarono dopo il Mending crearono un tipo diverso di planeswalker. Questi "newwalker" erano mortali fin dall'inizio. I loro poteri, sebbene significativi, non li rendevano dei.
Forse era meglio così. Gli Oldwalker, con il loro potere illimitato, avevano causato tanto male quanto bene. Urza aveva scatenato l'Era Glaciale. Teferi aveva fatto fasare nazioni. Bolas aveva distrutto un terzo di un continente. Le nuove generazioni sarebbero state meno... pericolose.
Tra i primi newwalker a emergere:
- Jace Beleren — Un telepate dal passato misterioso, tormentato da ricordi cancellati
- Chandra Nalaar — Una piromante ribelle di Kaladesh, incapace di controllare la sua passione ardente
- Liliana Vess — Una negromante che aveva stretto patti con demoni per sfuggire alla morte
- Garruk Wildspeaker — Un cacciatore massiccio legato alle bestie selvagge
- Nissa Revane — Un'elfa di Zendikar, connessa alla terra e alle leyline di mana
E Venser, l'artefice di Urborg, divenne il primo planeswalker confermato della nuova era — un simbolo di speranza per un Multiverso trasformato.

Bilancio: Ciò Che Fu Guadagnato e Perduto
La Spirale Temporale e il Mending segnarono la fine definitiva dell'Era dei Rift.
Ciò Che Fu Perduto
- Zhalfir — Fasata fuori dalla realtà, la patria di Teferi rimase inaccessibile per secoli
- Gli Oldwalker — Freyalise, Lord Windgrace, Jeska, Leshrac donarono la loro esistenza
- Skyshroud — L'intera foresta perì con Freyalise, eccetto un unico albero
- La scintilla di Radha — La guerriera keldon perse ogni potenziale di planeswalk
- La quasi-divinità — I planeswalker sopravvissuti persero la loro immortalità e i loro poteri illimitati
Ciò Che Fu Guadagnato
- La sopravvivenza del Multiverso — Senza il Mending, tutti i piani sarebbero stati prosciugati del loro mana
- Il ritorno di Shiv — Il continente dei draghi riprese il suo posto su Dominaria
- L'equilibrio — I planeswalker mortali causano meno danni degli dei immortali
- La speranza — Una nuova generazione di eroi emerse, più connessa ai mondi che proteggeva
- L'umiltà — I planeswalker impararono che non erano invincibili, il che li spinse a formare alleanze piuttosto che agire da soli
Per Dominaria in particolare, il Mending segnò l'inizio di una lenta rinascita. Il mana che fuoriusciva dai rift smise di disperdersi. Le foreste cominciarono a ricrescere. I regni umani si ricostruirono. Il piano che era stato al centro di tante catastrofi cosmiche — la guerra dei Fratelli, l'Era Glaciale, l'Invasione Phyrexian, i rift temporali — poté finalmente conoscere una pace relativa.
A sinistra, Karn, Scion of Urza — sebbene la sua scintilla fosse stata sacrificata a Tolaria, l'avrebbe ritrovata in seguito su Mirrodin. Al centro, Teferi, Time Raveler — Teferi avrebbe alla fine ritrovato la sua scintilla anni dopo. A destra, The Mending of Dominaria rappresenta la progressiva guarigione del piano dopo secoli di caos.
Le Ombre del Futuro
Ma il Mending portò anche nuove minacce.
Nicol Bolas, furioso per essere stato indebolito, iniziò a tessere un piano lungo secoli per ritrovare la sua potenza perduta. Il drago era paziente — aveva vissuto decine di millenni. Poteva aspettare. Le sue macchinazioni lo avrebbero portato a manipolare interi piani, a scatenare guerre, e infine a orchestrare l'invasione di Ravnica.
Su Zendikar, le barriere indebolite dal Mending iniziarono a tremare. Gli Eldrazi — titani del nulla imprigionati da millenni — si agitavano nel loro sonno. Le loro catene si stavano indebolendo.
E nelle profondità di Mirrodin, l'olio luminescente che Karn aveva involontariamente portato corrompeva lentamente il mondo metallico. I Phyrexian sarebbero rinati — non come servitori di Yawgmoth, ma come una nuova minaccia, ancora più insidiosa. Questa Nuova Phyrexia non avrebbe condiviso l'ossessione del suo predecessore per la carne; avrebbe abbracciato il metallo, la perfezione meccanica, e soprattutto — una nuova capacità di attraversare i piani stessi.
Il Multiverso era salvo, ma nuove tempeste si annunciavano. Il Mending aveva risolto la crisi immediata dei rift, ma aveva anche creato un vuoto di potere. Gli Oldwalker che mantenevano un equilibrio — talvolta brutale, ma comunque un equilibrio — erano scomparsi o si erano indeboliti. In questo nuovo Multiverso, le antiche minacce potevano riemergere, e i protettori tradizionali non avevano più i mezzi per contenerle da soli.
È in questo contesto che i newwalker avrebbero dovuto imparare a combattere — insieme, perché nessuno di loro possedeva la potenza di un Urza o di un Bolas. L'era degli dei solitari era finita. L'era degli eroi mortali stava cominciando.
Episodio 8: L'Alba di una Nuova Era
Il Mending ha cambiato tutto. Scoprite i primi passi dei "newwalker" — Jace, Chandra, Liliana — in un Multiverso trasformato. Su Zendikar, i sigilli degli Eldrazi cominciano a incrinarsi. Su Mirrodin, l'olio luminescente prepara il ritorno di Phyrexia. E Nicol Bolas tesse la sua tela attraverso i piani...
Fonti e Riferimenti
Questo episodio è basato su:
- Time Spiral, Planar Chaos, Future Sight — Ciclo di romanzi di Scott McGough e Timothy Sanders (2006-2007)
- Espansioni Time Spiral, Planar Chaos, Future Sight (2006-2007)
- Espansione Time Spiral Remastered (2021)
- MTG Wiki — Articoli sui rift temporali, il Mending, e i planeswalker coinvolti






















